Commisso e Firenze, amore a prima vista

di Duccio Magnelli

Chi è Rocco Commisso Firenze e gran parte del resto del mondo l’hanno scoperto da poco più di una settimana. Da perfetto sconosciuto a salvatore della patria calcistica viola il passo è stato brevissimo. Il tempo di firmare un mega assegno (o di fare un bonifico, da escludere contanti e minibond) e immediatamente la sua storia è diventata patrimonio di una città. Subito, ne siamo certi, tutti sono diventati espertissimi di tv via cavo (il campo in cui il nuovo padrone viola ha fatto fortuna) e di classifiche di Forbes sugli uomini più ricchi del mondo. Giusto per sapere cosa aspettarsi da questo calabrese trapiantato in America, a cui la Firenze calcistica ha immediatamente dato tutta la fiducia possibile. Anche perché, diciamolo, Commisso (con l’accento sulla prima o) ha capito subito quali corde toccare per farsi benvolere. E quindi sfoggio di sciarpe all’aeroporto, alloggio in hotel in pieno centro, bagno di folla al Franchi (lo fece anche Mario Gomez e non gli portò fortuna. Speriamo bene.), incontro con Nardella in Palazzo Vecchio, immediato feeling con Antognoni (l’unico del resto rimasto in società ad accoglierlo. E quindi l’unico che rimarrà). E poi le parole su Chiesa, con la volontà esplicita di farlo restare alla Fiorentina almeno un altro anno (ammesso che il giocatore e il suo entourage siano d’accordo). Insomma, da queste prime battute tutto sembra procedere per il meglio. L’amore sbocciato a prima vista tra Commisso e la Firenze viola sembra di quelli destinati a durare nel tempo. Del resto, la tifoseria gigliata era assetata di affetto dopo gli anni difficili della gestione Della Valle. I quali sapevano benissimo di essere arrivati al capolinea, alla rottura totale. La manifestazione davanti alla Tod’s di parte della tifoseria (secondo noi inopportuna e evitabile, anche per rispetto a chi nei negozi ci lavora) ha dato un forte impulso alle trattative di vendita (non difficili, vista la situazione finanziaria della società). Adesso, non resta che aspettare che dalle parole si passi ai fatti. Nell’attesa, sarà bene cominciare a studiare l’inglese. Non si sa mai. Se Rocco chiama, bisogna essere pronti.

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