Le Note dell’amore

Un bellissimo articolo della nostra bravissima Maria Cristina Calamai dove le note della Scuola di Musica di Fiesole si intrecciano con i ricordi e le emozioni.

Nella storica residenza di Villa La Torraccia, in via delle Fontanelle a San Domenico, ha sede la “Scuola di Musica di Fiesole”. La strada per accedervi è quella che si imbocca da San Domenico e conduce nelle immediate vicinanze del convento domenicano.

La scuola fu fondata nel 1974 dal Maestro Piero Farulli, ineguagliabile componente del quartetto italiano.

Fiorentino, Piero, insieme agli altri 6 fratelli vive nella sua famiglia di operai, gli anni difficili del regime e della guerra tant’è che vedrà morire partigiano il fratello Rolando, proprio sulle strade di Firenze durante la liberazione della città. Il suo talento musicale si esprime fin dall’infanzia ma le risorse economiche della famiglia sono poche e il cammino molto lungo. Ore ed ore di studio, dedizione e disciplina perché Piero non poteva permettersi di fallire un esame . La dedizione, l’impegno, la passione e soprattutto l’amore per la musica gli consentono di concludere gli studi. Insieme alle figure genitoriali doveroso ricordare la presenza della madrina Ida Beni che lo sosterrà sempre e non solo economicamente. Piero farà della musica un’etica di vita e i tanti sacrifici sostenuti, da lui ma anche e sopratutto dalla famiglia non abbiente, lo convincono che la musica è un bene dell’umanità e non di una Élite che può permetterselo, deve raggiungere tutti i ceti sociali.

A chi ha talento deve essere concessa l’opportunità di esprimerlo sia esso ricco o povero perché ciò che restituirà sarà patrimonio del mondo. Un obbligo morale portare la grande musica a tutti gli strati sociali

Nasce così la scuola di musica di Fiesole,il progetto di una Scuola aperta a tutti -bambini e anziani, professionisti e dilettanti- che offrisse con rigore assoluto, ma con altrettanto amore, la possibilità di frequentare i grandi capolavori.

Non è un caso se la scuola apre le sue porte anche ai bambini piccolissimi.

Ho avuto modo personalmente di conoscere questa realtà perché mio figlio ha iniziato a frequentare i corsi di ritmica quando aveva solo tre anni. Avevamo notato in famiglia, specie mio padre musicista, una certa sua disposizione verso il ritmo e allora provai. Ciò che stupì, oltre alla preparazione dei docenti, fu l’onestà intellettuale. In due parole : o il bambino segue, è interessato, si diverte, oppure meglio indirizzarlo verso altre attività. Alcune madri non la prendevano affatto bene…a me parve giusto invece perché non tutto è per tutti, ogni bambino nasconde un talento certo ma non è detto che coincida con quello che vorremmo noi. Fu così anche in seguito quando, ovviamente più grande, mi consigliarono di inserirlo nel coro di voci bianche. Sotto la guida di Joan Yakkey, docente bravissima e molto rigorosa. “ Il percorso è questo” spiegava, “ La voce è il primo strumento musicale che ognuno ha a disposizione, bisogna educare quello prima, poi se del caso, proporremo anche uno strumento musicale, non prima di aver completato questo percorso però” .

E il percorso non fu affatto facile perché qui non si giocava più, era necessario ascoltare, provare e riprovare, accordarsi con gli altri, imparare i testi molti dei quali in latino ed inglese, la postura e l’accordo.

Fu quello l’inizio di un percorso di disciplina musicale e di vita. Ricordo di aver chiesto più volte a mio figlio se volesse continuare perché il gioco cominciava a diventar duro, occorreva dedicare tempo alla musica senza toglierlo alla scuola e neppure al gioco necessario al pari delle altre attività. Mi rispondeva sempre di no. E imparò da solo, ad organizzare spazi e tempi della giornata ma la musica no proprio non voleva abbandonarla. Parlavo spesso con Joan la quale mi rassicurava: “ Se la scelta è sua non devi preoccuparti saprà come gestirla, l’importante è che lo faccia convintamente il peso c’è ma non lo sentirà”

Poi la voce cambiò, come doveva cambiare, ma a quel punto c’era già lo strumento: il flauto traverso.

Joan è stata anche la docente di pianoforte, grandissima insegnante, rigorosa sì ma sempre attenta ai suoi alunni, a difenderli e a parlar chiaro. Ricordo, ad esempio, un concerto del coro della scuola di Musica di Fiesole invitato dal Lions Club, in una villa fiorentina. Nel grande salone tavole imbandite e persone in abito da sera. Quando i bambini intonarono il primo brano, molti degli invitati seduti ai tavoli iniziarono a mangiare e a parlare fra di loro. Joan interruppe subito ed esclamò” Signori, noi non offriamo musica di sottofondo, ma musica da ascolto, quindi mangerete successivamente. Chi non fosse d’accordo può uscire e se non lo fosse nessuno usciremo noi! E’ una questione di rispetto e su quello non transigo!… da applausi a scena aperta!!.

Per molti anni ancora il percorso di studi è continuato presso la scuola di Musica di Fiesole, per concludersi presso il conservatorio Luigi Cherubini per ovvie necessità di acquisire un titolo di studio accademico, ma la scuola di musica di Fiesole continua instancabile e attivissima il suo lavoro.

In collaborazione con l’Ateneo fiorentino Presso la scuola di musica è nato il progetto: “ Master post lauream” e l’ormai collaudata ECMA (European Chamber Music Academy) insieme al altre accademie musicali di fama internazionale. Questo percorso internazionale permette, specialmente ai quartetti d’archi, di partecipare con successo a prestigiosi concorsi internazionali.

L’intensa attività della scuola è possibile, oltre l’impegno di tutti gli operatori, dal sostegno economico del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Toscana, di Provincia e Comune di Firenze, del Comune di Fiesole e della CRF. Non mancano però anche i privati che mettono a disposizione degli allievi meritevoli, borse di studio come fatto da Claudio Abbado devolvendo gli emolumenti della carica di Senatore a vita.


La scuola di musica di Fiesole è davvero una eccellenza nel campo musicale ed è qui, a pochi passi dal nostro Campo di Marte, non dimentichiamola, teniamo viva l’arte, la musica la bellezza, diffondiamo questo messaggio universale perché, se il mondo un giorno ne fosse privato, si sveglierebbe più povero.

Grazie Maestro Farulli.

MARIA CRISTINA CALAMAI.

foto dal sito internet Scuola di Musica di Fiesole

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