Coverciano com’era : “ Un prete al circolo” ricordo di un episodio singolare.

Un salto nel passato e nei ricordi della nostra Maria Cristina Calamai

A Coverciano, credo da sempre, ci sono due centri di aggregazione ove gli abitanti hanno modo di conoscersi, parlare, condividere, insomma socializzare. Sono: la parrocchia di Santa Maria a Coverciano e il Circolo Ricreativo Andreoni..

Parlo ovviamente dell’aspetto aggregante, delle attività che questi due poli propongono agli abitanti del quartiere e non di quello prettamente religioso da una parte e partitico dall’altra. Un tempo ( anni 60’ 70’) essi avevano anche una forte e contrapposta connotazione politica : coloro che si riconoscevano maggiormente nella Democrazia Cristiana frequentavano la parrocchia, coloro che propendevano verso il Partito Comunista frequentavano il circolo Andreoni. Ricordo che in quegli anni la sede locale Della Democrazia Cristiana si trovava negli spazi dell’odierno Bar Gardenia nel viale Verga di fronte al giardinetto, in pratica sotto le finestre di casa mia e quasi di fronte al circolo Andreoni. Quando si svolgevano le consultazioni elettorali (quasi ogni anno visto che i governi cadevano spesso come birilli al Bowling) le rispettive sedi issavano le loro bandiere ed era buffo vederle sventolare così vicine e così diverse : l’una bianca candida con lo scudo crociato e l’altra rosso fuoco con la falce e il martello. In attesa dei risultati eravamo incollati davanti ai nostri vecchi televisori senza fare zapping col telecomando perché allora di canali ce ne erano due e tutti della Rai, prendere o lasciare niente alternative. Dovevamo attendere il lento spoglio delle schede commentate dalla monotona voce del telecronista : niente exit pool, niente proiezioni, la tecnologia era ancora lontana. Dalle finestre aperte si udiva il confuso brusio dei commenti provenienti sia dalla sede della D.C. che da quella del circolo Androni, fino a notte fonda quando i risultati cominciavano ad essere definitivi ed a tutti era chiaro chi avesse vinto la partita. Poi ammainate le bandiere tutto tornava alla consueta calma. Io frequentavo entrambi i centri : l’Andreoni perché già allora proponeva tante stimolanti attività per i più giovani come il pattinaggio e altre iniziative culturali di sicuro rilievo nonché il sabato sera la musica dal vivo: eh già la sera precedente il dì di festa all’Andreoni si ballava!!. Iniziai a frequentare anche la parrocchia quando arrivò un nuovo sacerdote chiamato ad affiancare l’ormai anziano parroco Don Viganò .
Don Dante era giovane e in breve tempo riuscì a mettere in piedi una miriade di attività per ragazzi e giovani : tornei di calcetto e pallavolo nel campetto adiacente la chiesa, gite domenicali in montagna…senza contare che permetteva a noi ragazzi di sostare nello spazio che portava alla canonica e di ascoltare le canzoni in voga in quegli anni con l’indimenticabile mangiadischi. Ben presto la parrocchia si trasformò in un luogo di incontro e si formò quella che allora si chiamava una “Compagnia”. compagnia di cui Don Dante era parte attiva. Una volta, in occasione della partita finale di pallavolo che vedeva schierate due squadre ovvero quella della parrocchia e quella dell’Andreoni un amico disse : “ Dante che fai domenica sera? Vai a letto presto? la finale al circolo te la raccontiamo noi!. No davvero! fu la risposta piccata di Don Dante ci vengo, eccome se ci vengo!
Fummo stupiti da quella lapidaria risposta pensando ad uno scherzo. No fu così.
Il fischio di inizio era fissato alle ore 21.00 presso il circolo ricreativo Andreoni, mezz’ora prima, vestito in “Alta uniforme “ vedemmo Don Dante uscire dalla canonica e spavaldo raggiungere l’ingresso principale del circolo fra lo stupore generale di quanti erano là e che mai si sarebbero aspettati un prete in un circolo notoriamente rosso per giunta di notte! Il responsabile, avuta notizia di cotanto evento si precipitò a far gli onori di casa ed entrambi, l’uno accanto all’altro presero posto per assistere al finale di partita. Tutti noi avemmo la sensazione di essere finiti in uno dei racconti magistralmente nati dalla penna di Guareschi :Don Camillo e Peppone!
L’ambito trofeo se lo aggiudicò la squadra dell’Andreoni ma alla festa che seguì partecipammo tutti gli uni e gli altri, il responsabile del circolo e Don Dante quasi fosse, la strana circostanza, il primo tassello di quel “Compromesso storico” che era ancora di là da venire.
Da fonti ufficiose sapemmo che l’impavido prete fu duramente redarguito dal parroco per ciò che aveva osato fare senza permesso tant’è che non lo vedemmo per giorni. Di lì a poco sarebbe stato trasferito.
Ancora oggi l’Andreoni e la parrocchia di Santa Maria a Coverciano sono luoghi di incontro e aggregazione per gli abitanti del quartiere e la loro è una funzione importante perché, lo dico con rammarico, non ci conosciamo più sempre più chiusi ognuno nel proprio guscio, nella propria casa, spesso non conosciamo neppure il nome del nostro vicino. Buon giorno e buona sera quando va bene. Ancora oggi mi reco spesso all’Andreoni ed anche alla parrocchia…purtroppo non sono più giovane come allora ma un poco di gioventù mi accompagna ancora…la mia adorabile nipotina.

Foto da Wikipedia.


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