L’Aeroplanino resta a terra

Mago Montella non fa incantesimi e la Viola si ritrova più o meno come con Pioli. Non sono bastati, e non potevano bastare, qualche spostamento tattico, tipo la difesa a tre, Chiesa che parte da più lontano, Biraghi esterno a tutto campo. La squadra è questa, ormai la vittoria e anche il gol sono ricordi lontani, perduti nelle nebbie del passato. È bastato il piccolo Bologna di Mihajlovic, che comunque resta pesantemente invischiato nella lotta per non retrocedere, per fermare la “nuova” Fiorentina di Montella, che assomiglia in modo inquietante alla Fiorentina di Pioli. E non poteva essere altrimenti.

Non dubitiamo che l’aeroplanino abbia chiesto garanzie per il futuro. Nessuno accetterebbe di allenare una squadra così disastrata, senza centravanti, con un gruppetto di centrocampisti fatti con lo stampino, senza qualcuno in panchina in grado cambiare volto alla partita (e non abbiamo detto tutto). Vero che a inizio stagione molti tifosi, e anche addetti ai lavori, sono stati abbagliati dal mito del “trio delle meraviglie”. Ma il calcio, come abbiamo spesso detto, ha una sua logica, talvolta sfuggente, e alla fine la classifica rispecchia quasi sempre il valore delle squadre in campo. Rimane la speranza che questo valore possa salire, per la Viola, con una vittoria a Bergamo, nel match del secolo. E con la successiva conquista della Coppa Italia. Però ci vuole fede. E non ci riferiamo solo a Chiesa.

La partita Fiorentina-Bologna è stata triste, malinconica. Unico lampo il palo di Muriel, che qualche minuto prima si era mangiato un gol davanti al portiere. Un gol che, siamo certi, qualche settimana fa il colombiano avrebbe messo dentro in equilibrio su un piede solo. Montella, come detto, ha provato a rigirare la squadra, forse per far vedere che era arrivato più che per effettiva necessità. Ma il risultato è stato scarso. Molto scarso. La speranza della scossa legata all’arrivo del nuovo allenatore è stata vana. Forse qualcuno pensava che fosse tutta colpa di Pioli. Bè, non è così.

Duccio Magnelli

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