Un tabernacolo da salvare

Il tabernacolo dell’Arcolaio è il filo conduttore ed il pensiero costante mio e di Maria Cristina.

Adesso è giunto il momento di rimboccarsi le maniche per salvare questo tesoro.

In entrambi i nostri gruppi di quartiere ovvero Noi di Campo di Marte e Sei di Coverciano se…, abbiamo parlato molto della storia di questo grande tesoro a cui siamo molto legate. Voluto da Baccio Bandinelli, il tabernacolo ha subìto, nel corso degli anni, un lento ma inesorabile processo di decadimento, che lo ha portato ad un passo dalla fine nei primi anni 60.

In quegli anni la zona in cui sorgeva la fornace di mattonelle Donati, venne lottizzata per la sempre crescente necessità di urbanizzazione che in quegli anni stava caratterizzando tutto quel rione. Un comitato per l’estetica formato da un gruppo di cittadini riuscì ad impedire all’impresa edile che si occupava delle costruzioni dei nuovi palazzi che questi fagocitassero anche il piccolo pezzo di terreno su cui sorgeva il tabernacolo. In quegli anni era molto diverso da ora. Innanzitutto era girato dalla parte opposta rispetto a come lo vediamo adesso. E poi era decaduto, abbandonato, dimenticato.

Al suo interno, l’Affresco della Samaritana al pozzo non si vedeva quasi più. Il Comitato si attivò per salvarlo. Per necessità urbanistiche, con la nascita della strada via dell’Arcolaio, fu girato, restaurato e venne staccato quel che rimaneva dell’Affresco di Marco Roselli. Il colore era filtrato sull’intonaco sottostante, e si decise di usare quelle pallide tracce per ridipingerlo, grazie al pittore Benini. Ed il tabernacolo rinacque.

Purtroppo nel 1971 l’impresa edile cede il bene ad una nuova società che malauguratamente fallisce nello stesso anno. Il tabernacolo passa nel dimenticatoio, tanto più che il curatore fallimentare non si occupa neanche di venderlo insieme al resto dell’area. Quelli che erano i proprietari del tabernacolo e del pezzo di terra in cui si trova lo rifiutano, e di conseguenza, secondo il codice civile, questo prezioso bene passa allo Stato. Il problema è che non esiste un pezzo di carta, una sentenza del Tribunale, che attesti questo passaggio e ne renda possibile la vendita a chi potrebbe farlo rinascere.

Ma tutto questo adesso è ad una svolta.Il Tabernacolo sta finalmente passando al Demanio. È questione di poche settimane. La gestione di questo andrà alla Chiesa di Santa Maria a Coverciano. Io e Maria Cristina abbiamo parlato con don Leonardo, parroco della Chiesa. Abbiamo iniziato una serie di incontri per attivarci e offrirci per dare una mano. Don Leonardo ha organizzato una serie di concerti per raccogliere fondi per salvare il tesoro di via dell’Arcolaio. Il prossimo concerto sarà il 30 marzo.Ma allo stesso tempo ci sarà bisogno anche di altro, di mani che lavorano e di tanto, tanto amore.

Come nel 1961, c’è bisogno di un nuovo Comitato fatto da persone che abbiano a cuore il Tabernacolo. Ne’ io ne’ Maria Cristina parliamo di offerte. Noi parliamo di tempo. Pulizia, manutenzione e cura. Le stesse cose che ci siamo offerte di donare a don Leonardo per aiutare. E lui ci ha risposto di sì. Con l’emozione di chi si rende conto che non è il solo ad avere a cuore quel luogo. Chiunque fosse interessato ad aiutarci contatti pure me o Maria Cristina. Forniremo tutte le info e potremo anche aggiornare gli interessati su ogni news inerente al Tabernacolo.

Vi ringraziamo 

Maria Cristina Calamai e Chiara Giovannini

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