Il teatro 13, perla déco del Campo di Marte

Al Campo di Marte, precisamente in via Nicolodi, nella sede dell’Istituto italiano Ciechi, c’è un piccolo teatro chiamato Teatro 13. La denominazione deriva dal quartiere di appartenenza ovvero il 13, tutto ciò prima che i quartieri fiorentini diventassero 14 (salvo poi essere accorpati).

Entrando in questo teatro non si può fare a meno di esclamare: “Ma che meraviglia!” Sì, perché si è appena fatto l’ingresso in una bomboniera, un gioiellino di art Decò.
Il nome Déco lo si deve all’esposizione internazionale di arti decorative e industriali moderne che si tenne a Parigi nel 1925. Il fenomeno ha coinvolto molti settori artistici fra i quali anche l’architettura e la moda. l’Art Déco, proprio perché nata dall’esposizione artistica parigina è chiamata anche “Stile 1925”. Questa forma d’arte, spesso associata al Liberty, se ne differenzia e per certi versi si contrappone ad essa perché caratterizzata da forme classiche, simmetriche, nette, contro la flessuosità e la dolcezza delle forme Liberty, romantico e sognante il liberty, energico compatto e mondano il Déco. Il Deco si espresse in gran parte attraverso l’architettura: cinematografi, stazioni ferroviarie, palazzi pubblici, transatlantici, residenze di ricchi borghesi, teatri, costruiti negli anni Venti recano spesso inconfondibili tracce di questo stile.
Ed è proprio lo stile Déco che ritroviamo nel nostro piccolo teatro, tutto ce lo ricorda: le poltrone in ferro battuto rivestite di velluto rosso originali degli anni Venti , gli stucchi bianchi e dorati, i lampadari, le appliques e le vetrate colorate realizzate dalla famosa vetreria fiorentina Polloni , il palcoscenico costruito nel 1931, con camerini nel sottopalco, funzionale e ben proporzionato per attività teatrali di prosa e per attività concertistiche.
L’attività teatrale , nel corso degli anni ’70, si era ridotta a causa delle nuove norme sulla sicurezza. Necessitava di nuove vie di fuga, di una revisione dell’impianto elettrico, non erano presenti materiali ignifughi, insomma doveva essere sottoposto ad una revisione totale affinché potesse essere ancora utilizzato e fruibile dal pubblico.
Le cose iniziarono a cambiare col passaggio dell’intera struttura ( tutto l’istituto) all’amministrazione Regionale che a sua volta la consegna al Comune di Firenze. L’amministrazione comunale costituisce la sede del quartiere 13 proprio qui e, nel 1981 viene presentato un progetto per l’adeguamento del teatro alle nuove norme di sicurezza. Il teatro viene dunque restaurato e, nel 1987, ultimate le opere necessarie, prende il nome di “Teatro 13”. Da allora, restituito a nuova vita, apre le porte al pubblico per rassegne, corsi di teatro per bambini e iniziative, tra cui anche spettacoli di burattini.
La capienza del teatro è limitata, non può contenere più di 152 persone ma, essendo stato usato per far ascoltare musica ai non vedenti, risulta particolarmente buona l’acustica.
Il “ teatro 13” è davvero un piccolo ma bellissimo gioiello inserito nel nostro quartiere teniamone conto!!

Maria Cristina Calamai

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