Come Italia-Germania

Partita pirotecnica, rocambolesca, che i puristi del calcio definirebbero “inguardabile” per il numero incredibile degli errori dei protagonisti. Una vittoria che la Viola riesce a portare a casa ringraziando soprattutto Chiesa e Lafont, che nei momenti più difficili hanno tolto le castagne roventi dal fuoco. Resta il problema di capire come si possa soffrire così tanto per vincere contro l’ultima in classifica, che ha dimostrato ampiamente di meritare il posto che ha, visto che in superiorità numerica non è riuscita a arginare l’unico giocatore che in quel momento avrebbe potuto fargli male, e cioè Chiesa. E visto anche che ha buttato al vento l’occasione del pareggio, facendo tirare anche il secondo rigore a Pelissier (che non è eccelso rigorista), quando c’era in campo Giaccherini, per esempio. Insomma, merito alla Viola, che non ha mollato mai, ma, ribadiamo, quando si è in vantaggio di due gol con l’ultima in classifica, bisogna gestire molto meglio la situazione. Forse la Fiorentina vuole attentare alle coronarie dei suoi tifosi? Per il resto, la gara è stata talmente caotica e intensa che è difficile dare un giudizio che non sia sopraffatto dall’emozione. Alcune cose, però, saltano agli occhi. Simeone è ancora fuori fase e questo rimane un problema, perché la squadra attacca praticamente senza centravanti. E quindi, quasi per forza, deve giocare in contropiede, viste anche le caratteristiche di Muriel e Chiesa, unici due attaccanti per il momento validi. A centrocampo si assottiglia il numero dei giocatori su cui contare. La sostituzione di Norgaard sa tanto di bocciatura definitiva e non è che Gerson e Edinilson facciano stracciare le vesti a nessuno. Benassi domenica non ci sarà per squalifica. Bisognerebbe, prima della fine del mercato, fare qualcosa per dare forza al reparto. Anche la difesa non brilla più come prima, viste le sei reti prese nelle ultime due partite. Vitor Hugo sta perdendo colpi e magari questo provoca anche qualche insicurezza in Pezzella. E tutti i terzini che Pioli ha a disposizione sono poco inclini a difendere, compreso Hancko che a Verona non ha demeritato. Probabile che i problemi della difesa derivino anche dalla scarsa consistenza atuale del centrocampo. Insomma, la partita di domenica riavvicina la Viola all’Europa, ma c’è qualcosa da rivedere. Magari in fretta, vista la Coppa Italia di mercoledì contro un’indecifrabile Roma.

Duccio Magnelli

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