Sicurezza delle donne: a febbraio la quarta edizione del corso

Spesso la cronaca racconta un Paese sempre più insicuro e che si sente sempre meno sicuro. Nel nostro quartiere non sono mancati tristi esempi che purtroppo hanno visto protagonista le donne. Per tutti quello avvenuto a settembre a Bellariva.

Dopo aver visto la locandina pubblicata sul Brivido Sportivo, abbiamo deciso di intervistare Paolo Pinzauti organizzatore del corso Donne in sicurezza, tramite la WSDA un’associazione dilettantistica riconoscita dal CONI.

Paolo, grazie innanzitutto. Da quanto tempo organizzate questi corsi?

Sono quattro anni che organizziamo questi corsi grazie ad una proficua collaborazione con il Quartiere 2. Li abbiamo sviluppati anche con il Comune di Firenze, Scandicci, Signa, Lastra a Signa e Montelupo. Quella che dura da più tempo è appunto quella con il Q2 perché si è instaurato un rapporto di fiducia reciproca.

Il primo anno, nel 2015, siamo partiti relativamente in sordina: si presentarono in circa 25 persone. L’anno successivo siamo arrivati a 50. Lo scorso 75 presenze. Quest’anno stimiamo un centinaio circa.


Cosa insegnate alle partecipanti?

Insegniamo principalmente difesa personale, attraverso jiu jitsu e in minima parte dal krav maga.

Noi in 9 lezioni di 18 ore non vogliamo illudere le signore di diventare dal nulla esperte ma almeno di essere in grado di prendere coscienza di sé, imparare alcune semplici regole come individuare le uscite oppure come evitare certe situazioni. Questo corso inoltre è fatto da istruttori di difesa, due psicologhe, una dottoressa, un professore di diritto, le forze dell’ordine.

Ne abbiamo parlato anche con una delle partecipanti, Francesca Messina.

Ho scoperto per caso il corso tramite un volantino in biblioteca. Mi ha incuriosito sebbene fossi del tutto all’oscuro di queste tecniche. Quando mi iscrissi io, ci fu un tentativo di stupro in via di Novoli e la ragazza si salvò grazie a un corso come questo. Mi ha aiutato tantissimo a capire molte cose, sia a livello fisico sia a livello mentale. Non è sbagliato difendersi se uno si trova in situazioni di emergenza. Ci hanno insegnato a evitare certe situazioni e comunque, prima di difendersi, di trovare una via di fuga.

Lorenzo Somigli

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