Fiorentina-Juve: il commento alla gara

Termina 3-0 per gli ospiti l’attesissima sfida: il commento alla gara.

È andata peggio del previsto. Adesso la cosa più importante sarà non sottovalutare questa pesantissima sconfitta, non farla sembrare un incidente di percorso quasi inevitabile visto che l’avversario era la capolista, indiscussa dominatrice del campionato. La Fiorentina non ha giocato una brutta partita, ha anche avuto una nitida occasione da gol (sciaguratamente sprecata dal solito Simeone), ha fatto anche qualche tiro in porta (quasi tutti centrali, però, e agevoli da parare). Però contro una Juventus sia pure non scintillante, un po’ arruffona, distratta e con un CR7 sottotono, tutto questo non è bastato per portare a casa dei punti. Le ultime cinque partite, risolte con altrettanti pareggi, non facevano presagire nulla di buono in casa viola. Ci sarebbe voluto un salto di qualità enorme per mettere in difficoltà i bianconeri. Era il cuore e il ricordo di vittorie passate a tenere in piedi le speranze dei tifosi. La realtà si è rivelata calcisticamente drammatica. Soliti errori di mira, come già detto, rimesse del portiere sbagliate, calci d’angolo battuti sempre troppo bassi, una manovra offensiva affidata al solo estro di un Chiesa che si è anche improvvisato difensore andando a chiudere in modo decisivo su Cuadrado. Puntare tutto sulla difesa, in questa partita poteva non bastare. E infatti non è bastato e la retroguardia è capitolata tre volte. Anche perché a noi il portiere non ha convinto, per esempio. Come non hanno convinto certi cambi di Pioli. La presenza di Thereau può essere giustificata solo come un tentativo di fare vedere il giocatore per poterlo vendere a Gennaio. L’ingresso di Pjaca ha avuto poco senso, in quel momento della partita quando la Viola si è ritrovata con quattro punte sostanzialmente inutili. La sensazione è che in panchina ci siano giocatori che il tecnico non vede, come si dice in gergo (ma Vlahovic è davvero peggio del croato e del francese?) e quindi le pedine da mettere in campo sono sempre le stesse. Questa partita, comunque, poteva essere affrontata in modo molto più sereno, se la squadra non avesse sperperato punti contro le ultime in classifica (vedere, per esempio, come è finita Sampdoria-Bologna). Adesso la situazione sta diventando difficile. Pochi punti, un calendario non agevole, il morale, inutile negarlo sotto i tacchi. E, particolare degno di nota, le sei ammonizioni prese contro la Juve, che peseranno nelle fasi decisive della fine del girone d’andata.

Insomma, peggio di cosi non poteva andare. Ripartire da un tre a zero casalingo non sarà semplice. Al tecnico il compito di rimettere insieme i cocci. Con il Sassuolo non sarà facile.

Duccio Magnelli

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