Torino-Fiorentina: la partita

Il resoconto della partita giocata ieri sera alle ore 20:30 allo Stadio Grande Torino tra viola e granata.

Partita bruttina, confusa, un punto che, come si dice, fa morale ma fa solo quello perché lascia le cose più o meno come prima. La Fiorentina sconta la sua ormai cronica dipendenza in attacco da Chiesa (al quale non possiamo anche chiedere di tirare bene in porta). L’impressione è che la squadra fisicamente cominci a pagare una preparazione estiva un po’ leggera, con pochi carichi, forse mirata all’Europa League. La squadra all’inizio di stagione volava, adesso sembra atterrata. Si fa molta più fatica e forse sarebbe il caso di rivedere il modulo tattico (del resto Pioli venerdì in conferenza stampa tra le righe qualcosa ha detto a proposito). Il 4-3-3, secondo noi, mortifica un po’ Veretout e questo, vista la condizione non eccezionale degli attaccanti, appare un lusso che la squadra non si può concedere. Magari con il francese più avanti la squadra potrebbe avere un’arma in più nella finalizzazione. Anche perché, onestamente, di Pjaca, Mirallas e Eysseric adesso si può anche fare a meno. Di Simeone no, perché è l’unica punta centrale che c’è (ma solo per quello). Insomma, la buttiamo là, Chiesa e Simeone davanti e Veretout subito dietro non sarebbe un’idea disprezzabile. E poi adesso a centrocampo proveremo Dabo.

Detto questo, dobbiamo segnalare che comunque la Viola ha avuto un’occasione enorme proprio con il Cholito prima e con Mirallas poi, nella stessa azione, nel secondo tempo. Il Torino ha avuto la supremazia territoriale ma poco ha inciso in termini di occasioni, a parte qualche tiro da fuori. I gol sono venuti fuori da evidenti errori difensivi. Quello di Benassi con l’assist di De Silvestri, quello del Toro con un errore di posizione di Milenkovic prima e poi con Lafont che non può prendere il gol sul suo palo. Il risultato, quindi, alla fine, lo possiamo considerare giusto. Però, prima o poi, questa squadra dovrà decidersi a vincere in trasferta. Due punti in cinque partite sono pochi, pochissimi. Se poi comincia a perdere punti anche in casa, son dolori.

Duccio Magnelli

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