Fiorentina-Cagliari: la partita

La partita di ieri analizzata dal nostro Duccio Magnelli.

Diciamo che è stata colpa anche del vento che, come ha detto Pioli, c’era per tutti ma che nel secondo tempo ha soffiato più forte da Fiesole, mettendo in difficoltà la squadra che tirava verso la curva Ferrovia (o si chiama ancora Marione? Boh). Per la non brillante prestazione della Fiorentina, diamo poi il merito al Cagliari. Del resto Maran non è proprio uno sprovveduto: chissà perché il Chievo l’ha lasciato andare per ritrovarsi prima D’Anna e poi Ventura… mistero.

Esaurito il “capitolo alibi”, va detto che probabilmente la Fiorentina era convinta di aver risolto la pratica dopo il rigore di Veretout. Massimo risultato con il minimo sforzo. Ma un errore ha spianato la strada al contropiede degli isolani e alla zampata di Pavoletti per l’1 a 1. Inutile il forcing finale, inutile anche l’ingresso di Vlahovic al posto di uno spento Simeone (applausi del pubblico alla sostituzione, come a dire “era ora!”).

L’impressione finale è che la squadra si accenda e si spenga a seconda di quello che fa Chiesa. Insomma, palla al ragazzo e che se la sbrighi lui. Anche perché gli altri due “fari” del trio delle meraviglie sembrano un po’ fiochi. Del resto anche Pioli ha sussurrato un diplomatico “possono fare di più” a proposito del Cholito e di Pjaca. L’argentino sembra stanco. Il croato sembra un po’ estraneo al gioco, quasi spaesato. La conclusione è che c’è sicuramente qualcosa da rivedere là davanti. Anche perché il modulo della Viola non può fare a meno del lavoro incessante dei tre attaccanti, altrimenti il centrocampo corre il rischio di andare in apnea. Con il Cagliari anche Biraghi ha un po’ deluso, soprattutto sui calci piazzati. Il problema è che l’ex pescarese soffre la fase difensiva e, se non riesce a incidere come esterno offensivo, tutta la squadra fa fatica.

Però cerchiamo di non fare drammi eccessivi per un pareggio casalingo. Come ha detto Pioli, con una vittoria sarebbe stata una bella classifica, ma resta comunque più che discreta. Certo bisognerà migliorare il rendimento in trasferta.

Meno male che sabato a Torino non è previsto vento.

Duccio Magnelli

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