Caro vecchio Franchi

Se il Campo di Marte avesse un simbolo non potrebbe che essere lo stadio, delizia di tutti i tifosi viola. Ma anche croce di quegli abitanti della zona a cui non importa niente del calcio, che si sentono privati della loro libertà personale se c’è la partita, quando la zona diventa anarchia selvaggia per traffico e parcheggio.

Dal punto di vista architettonico il Franchi è bellissimo. E non siamo certo noi a scoprirlo. Le scale elicoidali, la copertura della tribuna quasi sospesa nel cielo, la superba torre di Maratona, il manto erboso di un verde abbagliante e con un drenaggio eccezionale. Un gioiello avveniristico negli anni Trenta (venne inaugurato il 13 settembre 1931), quando fu progettato e costruito sul vecchio aerodromo.

Oggi però lo stadio, pur ritoccato e ristrutturato, è obsoleto e non più funzionale. È in gran parte scoperto (anche se ormai a Firenze freddo e pioggia sono eventi meterologici sempre più rari…). Dalle curve la partita si percepisce, più che vedere. I sedili sono scomodi. Per questo l’amministrazione comunale e la Fiorentina hanno da tempo deciso di costruirne uno nuovo nell’area della Mercafir, a Novoli. Peccato che, per adesso, la sua storia sia soltanto una storia di prime pietre. Del resto di prime pietre è lastricata la strada del consenso. La posa della prima pietra è infatti il momento in cui le promesse della campagna elettorale diventano certezze e, tra champagne, rulli di tamburo e principeschi buffet, si dà il via all’opera. Il problema sorge quando la prima pietra resta solo un’idea, un’intenzione, una supposizione. E qui ritorna la storia del nuovo stadio di Firenze.

Nel gennaio 2012 Renzi, allora sindaco, disse che in teoria la prima pietra avrebbe potuto essere posata entro la fine dell’anno. In teoria, appunto. Nel novembre 2013 un quotidiano locale dichiarò che sarebbe stata posata nel maggio successivo (e che sarebbe stata di colore viola, naturalmente). A luglio 2014 ennesima previsione ardita: posa della prima pietra a settembre 2015. Anzi no, disse Nardella, ancora prima: ad aprile-maggio e qulache migliaio di posti di lavoro. A ottobre 2015 lo stesso sindaco dichiarò che se ne sarebbe parlato non prima del 2019. A febbraio 2016 l’assessore all’urbanistica del comune dichiarò che la posa della prima pietra sarebbe stata a fine 2017. Le ultimissime di marzo 2018 la danno, secondo quanto affermato dal sindaco, per settembre 2019.

Naturalmente la prima pietra non basta, ci vorrà anche la seconda, la terza… Noi però non facciamo polemica. E siamo convinti che prima o poi il nuovo stadio si farà, per la gioia degli “imprigionati” menefreghisti del calcio che vivono in zona. Sicuri anche che quel giorno a molti scenderà una lacrima, quando la bandiera viola verrà ammainata per sempre dalla torre di Maratona, l’inno viola risuonerà per l’ultima volta, sul Franchi calerà il silenzio. E il Campo di Marte si sentirà forse un po’ più solo.

Duccio Magnelli

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: