Salviatino: l’istituto di cura chirurgica

Nel mese di maggio del 1908 venne posta la prima pietra per la costruzione dell’Istituto di cura chirurgica del Salviatino.

Questo splendido edificio in stile liberty, venne completato in soli 18 mesi e il 24 ottobre 1909 venne inaugurato alla presenza delle autorità e del medico G. Frascani che lo aveva fortemente voluto e dedicato alla memoria della madre Ersilia. Ersilia, della famiglia fiorentina De Torricelli, aveva donato tutti i suoi averi per la costruzione di questo istituto. Perché fu scelto proprio quel luogo, il Salviatino, per costruire un istituto di cura? Ce lo spiega lo stesso G. Fracani: ““ Il fabbricato sorge in un luogo sano, isolato, simpatico tra i più belli e ridenti dei prossimi dintorni di Firenze, subito dopo la nuova barriera daziaria di Maiano e precisamente in quel tratto di terreno lievemente in salita tra la via del Salviatino e via dell’Affrico al principio delle pendici che conducono ai colli di Maiano per Fiesole e Vinciliata, in immediata comunicazione….La località prescelta offre il vantaggio della sana ubicazione e della vicinanza della città accedendovi dal viale Volta per un tratto ombrato di 800 m. dalla stazione di San Gervasio. La posizione consente la completa distribuzione dell’acqua potabile comunale come pure dell’energia elettrica non che la canalizzazione del gas. La ubicazione del fabbricato offre comodi annessi pel passeggio de’ convalescenti; una latteria appositamente costruita nella casa colonica distante oltre 300 metri della capacità di sei mucche sufficiente per la fornitura di buon latte; un cortile e un porticato per l’imbiancatura; un villino per dimora dei medici, locali per infermieri, e la villa in cima al poggio, già casa di cura, da servire sempre per convalescenti, per operazioni che non potessero essere eseguite per la dimora de’ parenti che desiderino rimanere (e non sono pochi) presso il malato; infine la dimora del direttore sanitario. In conformità delle norme e prescrizioni mediche che regolano la costruzione di simili stabilimenti, il fabbricato sorge su terreno declivio, lungi però dal trovarsi in posizione tale da dare ristagno delle acque”.

L’area occupava circa 5.000mq di superficie di cui solo 600 occupati dalla costruzione vera propria. Gli altri erano dedicati ad ampi spazi verdi, viali e giardini facenti parte integrante del sanatorio. Era unito all’ospedale anche un vasto podere che ne avrebbe consentito l’ampliamento.

All’Istituto si accedeva dalla via lungo l’Affrico, e da via del Salviatino, ingresso principale, mentre la sezione paganti era ubicata al piano terreno e vi si accedeva dal grande giardino posto sulla piazza Benedetto da Maiano.

Il sanatorio aveva lo scopo di ospitare, in un luogo isolato e ben areato , i pazienti di chirurgia generale e speciale. I malati mentali e infettivi non erano invece ammessi. La particolarità dell’Istituto era quella di accogliere e dare alloggio, otre al personale sanitario e parasanitario anche ai parenti (cosa inusuale per l’epoca) che volessero permanere e dare assistenza ai loro cari. Qui i degenti potevano godere di aria salubre grazie alle colline circostanti e di un bellissimo panorama. Si trovavano fuori città ma molto prossimi al centro di Firenze agevolando gli spostamenti dei parenti che vi soggiornavano e di coloro che vi si recavano in visita.

Un regolamento interno stabiliva le rette da pagare a seconda del ceto sociale. Esistevano anche alcuni letti gratuiti, mantenuti per beneficenza, ai quali si poteva accedere presentando certificato medico e la tessera di povertà.

Nel 1918, l’Istituto di cura chirurgica, viene sostituito dalla “Casa di maternità” per le “Gravide occulte”. Venivano ospitate qui donne nubili non prima del sesto mese di gravidanza purchè dichiarassero la loro disponibilità ad allattare il proprio piccolo e quello delle atre.

Nel 1961 vengono effettuati lavori per la trasformazione del giardino, viene realizzato l’edificio posteriore, messe a dimora nuove piante e si realizza un ampio spazio giochi. La parte principale invece non subisce variazioni.
In questo periodo il complesso ospita un Preventorio per bambini ove venivano curati i piccoli affetti da tubercolosi e, successivamente negli anni ’80, ospitò un servizio di neuropsichiatria infantile. Conclusasi l’esperienza del SERT il complesso venne definitivamente abbandonato.

Oggi questo prestigioso edificio si è trasformato in recidence di lusso comprendente 13 appartamenti. Gli spazi interni sono stati completamente rimodellati ma è stato preservato il fascino storico del palazzo e della sua facciata.

Una curiosità: nell’anno 1975 in questo edificio furono girate numerose scene del film “Amici miei”

Rif. Bibliografici: G. Frascani Notizie intorno all’istituto di Cura Chirurgica del Salviatino in Firenze: relazione del primo biennio di esercizio s.d., Tip. Vallecchi e C. Firenze
Archivio Storico Ospedale degli Innocenti di Firenze.

Maria Cristina Calamai

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