Fiorentina: un primo bilancio

Una Fiorentina casalinga, quasi pantofolaia, quella delle prime otto giornate di campionato. Il fortino del Franchi si è dimostrato inespugnabile, ma messo il naso fuori casa la squadra ha raccolto pochissimo (pur non avendo mai demeritato). Comunque, il bilancio non è certo fallimentare. Anzi, secondo noi è addirittura superiore al previsto. Tredici punti non sono pochi. Il problema è che sono mal distribuiti, tutto qui. Sarebbero bastati un paio di pareggi in più per poter dare all’inizio di stagione aspetti quasi trionfalistici.

Il 4-3-3 messo in campo da Pioli si è mostrato abbastanza equilibrato. La difesa è la terza del campionato. Il centrocampo è stata rimescolato più volte e l’unica certezza è che il reparto non può fare a meno di Veretout. I problemi maggiori, incredibile ma vero, sono arrivati dall’attacco. Il trio delle meraviglie ha un po’ faticato, cosa assolutamente impensabile viste le aspettative. Tutti, ma proprio tutti, pensavano ai tre giocolieri e alle loro magie, con la palla che rimbalzava di qua e di là, e con gli avversari affannati a cercare inutilmente di fermarli. La realtà come spesso capita, ha dato risultati un po’ diversi. Niente di drammatico, naturalmente, perché a tutto si può rimediare. Ma Pjaca un pochino ha deluso, per esempio. Qualcuno ha detto che è stato il Mondiale, che però lui ha solo intravisto. La verità è che il croato non sembra in condizione. Normale, si dice, visto l’infortunio recente. La Fiorentina punta molto sul giocatore. E anche la Juventus.

Simeone non ha deluso. Ha segnato poco, vero. E sbagliato tanto. Però si batte come un leone. Forse non è adattissimo al 4-3-3, che prevederebbe un giocatore diverso, più solido anche fisicamente e più presente in area. Pensare di affiancargli un’altra punta è impensabile. Soprattutto perché andrebbe comprata.

Chiesa è quello che ci aspettavamo. Dicono che sia troppo individualista. I grandi giocatori non sono altruisti e le partite, spesso, provano a risolverle da soli. Forse è ancora troppo dispersivo. Trovasse più la porta sarebbe perfetto.

Per concludere, segnaliamo il debutto in nazionale di Cristiano Piccini. Per chi non lo sapesse, Piccini è nato a Firenze ed è cresciuto nella Fiorentina. Adesso gioca a Valencia. Come Rebic, ci chiediamo perché non sia più qui.

Duccio Magnelli

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