Il volo del Campo di Marte

È successo tutto una mattina. Per caso passavo dal viale Malta ed ho girato lo sguardo all’interno dei giardini. In quel momento ho notato un monumento, molto particolare in verità.

Un ricordo che si stagliava placido e tranquillo ed è stato in quel momento che ho chiuso gli occhi ed ho immaginato il 1910.

La stele commemorativa si trova in un punto in cui, se non ci fossero gli impianti sportivi, si vedrebbe tutto il prato del Campo di Marte.

Ed è così che gli abitanti del nostro quartiere assistevano allo spettacolo. Si perché tantissimo tempo fa, qualche anno dopo l’arrivo per la tre giorni di Buffalo Bill, la grande Piazza D’Armi divenne qualcosa di ancora più grande. Il primo aeroporto della città.

I primi voli

Nel 1910 venne concesso l’utilizzo della piazza, fino a quel momento utilizzata per le esercitazioni militari, come campo di volo: il primo aeroporto della città.

La pista, lunga 700 metri, vide decollare i primi aerei con una grandissima inaugurazione  tra il 28 marzo e il 7 aprile del 1910 e nello specifico, i primi furono  gli apparecchi Bleriot di Cordonnier e il biplano Voisin di Rougier. All’interno del campo di volo si svolgevano gare, dimostrazioni e parate aeree che avevano sempre un grande pubblico, richiamato anche da una delle prime aviatrici fiorentine della storia, Emma Garzes.

Alcune date rivestono un significato speciale nella storia del Campo di Volo di Firenze. L’8 maggio 1911 il pilota Maurice Tabuteau, a bordo del suo Brisol, vinse il Gran Premio di Firenze partendo dal Campo di Marte per sorvolare piazza della Signoria ed il centro storico.

Romolo Manissero partì sempre dal nostro Campo di Marte per fare una puntatina a Prato a bordo del suo aereo che raggiunse l’altitudine di 2190 metri, per poi fare ritorno da noi. Sempra poco, ma per l’epoca fu un grandissimo primato.

Sempre nel 1911 Gastone della Noce e Lasseur de Renzay partirono dal Campo per arrivare a Bologna sorvolando l’Appenino e poi ritornare da noi a Firenze. Anche questo fu un grandissimo risultato per l’epoca e per il tipo di aerei di cui stiamo parlando.

La 105a squadriglia

L’aeroporto era aperto agli aviatori che si cimentavano i prove e voli aerei di ogni tipo fino a  che, nel 1916, si stabilì presso il Campo di Volo la 105a squadriglia comandata dal capitano Ferdinando Rospiglios. La Squadriglia era dotata degli aerei Voisin III, biplano per attacco al suolo, con ruote fatte a triciclo dotate di freni. Dopo i due anni di avvicendamenti al comando e tra i piloti, si arriva al settembre 1918 dove la squadriglia è formata da 8 Savoia-Pomilio SP2 e 5 Ansaldo S.V.A. per 7 piloti ed alla fine del primo conflitto mondiale  ha 4 S.P.2 e 2 SVA 3.

I Savoia Pomilio sono ricognitori armati monomotore biplano mentre gli Ansaldo sono biplani da ricognizione e bombardamento (usato da Gabriele D’Annunzio per il suo volo su Vienna).

La Squadriglia rimase attiva sotto  al comando del Cap.Luigi Giovanardi, e venne poi sciolta il 18 gennaio 1919.

L’aeroclub e…la botte volante

Dopo la fine della prima guerra mondiale, la pista divenne un aeroclub in cui si svolgevano gare acrobatiche e piccoli voli turistici, insieme naturalmente al collaudo di nuovi aerei. La proprietà era del Comune di Firenze.

A dar vita a questo Aeroclub fu un uomo, Vasco Magrini, Era lui ad organizzare i voli turistici sulla città. Costruì un hangar al Campo di Marte, tutto di legno, in cui potevano tranquillamente stazionare tre aerei insieme.

Vasco Magrini aderì al partito fascista, ed pilotava i suoi aerei anche per lanciare dall’alto volantini propagandistici sulla città.

Il 3 aprile 1921, durante un volo insieme all’amico Luigi Pontecchi, sorvolando i cieli di Firenze, Poggio a Caiano e Campi Bisenzio, il suo aereo Caudron oscillò pericolosamente e prese fuoco schiantandosi al suolo. Benché ferito, Magrini cercò subito di portare in salvo il suo amico che però era morto sul colpo e le indagine sull’incidente ipotizzarono tra le cause, un colpo di fucile sparato da un contadino contrario al regime fascista. Ipotesi che resteranno senza risposta.

Il 29 dicembre 1929 Magrini si alzò in volo sui cieli del Campo di Marte con un nuovo tipo di aereo in sperimentazione, l’aereo botte di Mattioni, che i fiorentini, facili alle prese in giro, soprannominarono la botte volante. Un prototipo di aereo costruito dal fratello di Vasco, Bruno, che sfruttava i principi dei voli a reazione… Fu un precursore, se così si vuol chiamare.

Nel 1928 si decise di individuare una nuova aerea in cui costruire un nuovo aeroporto più grande, lontano dalle abitazioni e quindi più sicuro. L’area individuata fu quella di Peretola, che ai tempi rispecchiava le caratteristiche che Firenze cercava per costruire un nuovo aeroporto.

E così, il 18 maggio 1930, alla presenza del Duce Benito Mussolini, si tenne l’ultimo spettacolo aereo all’aeroporto del Campo di Marte, che poi fu definitivamente chiuso dal momento che Peretola era già in costruzione. Il nuovo aeroporto fu inaugurato il 4 giugno 1931.

Ma Vasco Magrini volò di nuovo sopra il nostro quartiere, e lo fece il 13 settembre 1931, prima del fischio d’inizio della partita di calcio Fiorentina- Admira Wacker che inaugurava il nuovo stadio di Firenze intitolato a Giovanni Berta. Fu il Magrini dal suo biplano “Ciabatta” a lanciare il pallone in campo. Si inaugurava un nuovo ciclo vitale per il Campo di Marte, che aveva visto le parate militari in piazza D’Armi, il vecchio West di Buffalo Bill e poi evoluzioni di aerei in lungo e in largo.

“100 anni dal primo volo. 1910-2010.
Cosi si legge sul monumento dei giardini del Viale Malta a ricordo di un aeroporto scomparso, di cui però resta traccia in moltissime foto storiche.
Un’altra storia da raccontare di Noi del Campo di Marte.

Chiara Giovannini

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