Macca: il primo incontro

NOW I’M SIXTYFOUR – 21-22 novembre 2006
London town. Sono quasi le 11 di mattina. Ci sono. Vedo le mattonelle della stazione di Piccadilly e non riesco a respirare. Mi avvicino alle sliding door e grido qualcosa senza che mi importi che la gente senta. Salgo, scendo, giro, saldo, giro, salgo, biglietto , qual é l’uscita giusta? Una qualsiasi, non importa sono fuori. Luci, smog, bus, la statuina di Eros scintilla. Ecco il Virgin mega store, la locandina dell’evento, la gente in fila. Chiedo “you are the last one?” No dietro l’angolo ancora trenta persone circa. Trovo una delle mie compagne di avventura, ci abbracciamo, ci commuoviamo. La cronaca delle ore seguenti é solo colore. Le emozioni e l’amore saranno il calore che ci difenderà dall’inverno inglese. Giovani, anziani, nazioni e cuori uniti nella passione. È sera e ci consegnano i braccialetti con i numeri per mantenere la fina. Ho il n. 64 e una certezza, io e le mie sorelle di pazzia siamo una. La gente ed il traffico, l’uscita dai locali alla moda del centro, le ragazze mezze nude e senza scarpe camminano strette ai loro ragazzi e io abbraccio il mio sogno. Devo pensare a cosa dirgli nei pochi secondi che avremo, una frase che racchiuda una speranza di 40 anni. La notte passa in fretta è l’alba e non riesco neanche a bere il caffè, l’adrenalina basta e avanza. Sistemo le mie cose e me stessa, stiamo per entrare. All my trouble is far away. Ecco adesso molto meglio.. flash, luci. Eccolo ma non ci credo, sembra uno special in tv. Invece sì, i primi iniziano a camminare e non riesco a vederlo finché non gli sono davanti. “Mi chiamo Patrizia e vengo dall’Italia, da Firenze” mi guarda e non riesco a distogliere lo sguardo dai suoi occhi “I’ve got admit it’s getting better…” non capisco, sta cantando le sue canzoni! Mi parla mi guarda, forse sto sorridendo non so. “Tu sei un miracolo di Dio” piega la testa sulla spalla destra “Grazie Patrizia” prendo le cover autografate “grazie a te di tutto” L’ho capito, mi ha capita, non mi sono mai sbagliata. Tutto il tempo, tutto l’amore, tutto dentro di me.

Patrizia Penco

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