L’ex deposito di Varlungo: la ricerca della verità

Dopo le polemiche, oltre le strumentalizzazioni, la ricerca della verità sull’ex deposito di Varlungo. Lo dobbiamo ai cittadini e alla vittima.

Troppa la confusione che negli ultimi tempi ha riguardato il vecchio deposito tranviario di via De André e altrettante sono state le speculazioni che sono avvenute circa la questione dello stupro della giovane studentessa avvenuto a pochi metri di distanza e della cattura dello stupratore proprio al suo interno.

Noi che siamo dalla parte dei cittadini e abbiamo l’interesse di perseguire la verità ad ogni costo, non potevamo non andare più a fondo nella faccenda e abbiamo preso contatto con la ditta aggiudicatrice all’asta dello stabile.

Il nostro intento era quello di capire i reali problemi che causavano un ritardo nell’inizio dei lavori di riqualificazione e quali erano i provvedimenti che la proprietà avesse preso nel tempo circa la sicurezza, in senso ampio, dell’immobile.

Ebbene partiamo dal fatto che il deposito è una struttura risalente al 1890 e una sua riqualificazione impone dei vincoli che a primo acchito non si direbbe molto semplici da rispettare.

L’edificio è stato costruito nel 1890 dalla ditta belga Les Tramwaye Florentins e in seguito al fallimento di questa è passato al Comune di Firenze nel 1935. Già dal 1947 l’immobile, come testimoniano fonti di archivio, è stato dato in concessione a privati. Vi partiva la linea, la numero 10, congiungeva Varlungo a Piazza Duomo.

Problemi e soluzioni

Prima di tutto c’è la questione dei mattoni. La muratura deve essere tutta ricostituita con mattoni d’epoca. Dove trovarli e a quale prezzo? L’ingegnoso proprietario si è già rivolto ad una vecchia fornace, risolvendo questo primo ostacolo.

Un secondo grande problema che riguarda più che altro la destinazione d’uso, ormai è acclarato che diventerà una concessionaria d’auto, è la relativa alla viabilità ossia dove far scaricare le auto da esporre. Anche quest’altro ostacolo è stato risolto acquisendo un terreno adiacente e modificando il progetto inziale.

E se poi viene imposto che anche le baracche retrostanti il corpo centrale dello stabile, ossia dove si sono rifugiate stabilmente persone poco raccomandabili, non possano essere abbattute, allora tutto diventa ancor più difficile.

Sicurezza

Già queste prime informazioni ci danno l’idea di come l’inizio dei lavori sia potuto slittare così in avanti.

Ma se in ultimo consideriamo anche l’aspetto della sicurezza, quello più caro ai cittadini, allora tutto diventa ancor più complicato. Provate ad immaginare lo stato d’animo dei muratori e dei giardinieri che devono entrare a lavorare e trovano all’interno persone pronte ad ogni costo a mantenere i locali occupati.

La proprietà dice: “Non posso mettere il filo elettrificato e neanche mettere i vetri sul muro come si usava una volta”

La proprietà più volte si è impegnata a saldare le porte e a ripristinare le recinzioni successivamente ai tanti sgomberi che qui sono avvenuti, ma sistematicamente gli occupanti non solo hanno bucato le reti nuove o rotto i lucchetti, bensì si sono spinti a buttare giù muri per introdursi all’interno.

Fortunatamente abbiamo avuto notizia che in data odierna, 1 ottobre, le ruspe e i giardinieri saranno scortati dai vigili urbani e si potrà cominciare in maniera più convincente ad affrontare la messa in sicurezza dell’immobile. È intenzione della proprietà erigere una cancellata nuova, molto più alta e resistente della precedente, che possa impedire per più tempo possibile e fino all’inizio dei lavori di muratura veri e propri, la violazione della proprietà.

Paolo Maddalena e Lorenzo Somigli

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: